Dalla valutazione alla rIvalutazione
Nel nostro ultimo post ( "Tolgo il disturbo" ), Michele Stasi, riferiva del recente libro di Allan Frances ( "Primo, non curare chi è normale" , in libreria per i tipi di Bollati Boringhieri) in cui il noto psichiatra americano ribadisce ciò che da tempo andiamo denunciando, anche dalle pagine di questo blog: la delicatezza con cui andrebbe trattato ogni approccio diagnostico. In linea con Frances, la nostra esperienza clinica e formativa, su tanti casi e anni di corsi su e giù per l'Italia, interagendo con centinaia e centinaia di persone e terapeuti della più differente foggia professionale e provenienza culturale, ci suggerisce, con una certa inequivocabilità, quanto lavoro ci sia ancora da fare affinché ogni riduttivo utilizzo della diagnosi come strumento privativo, divenga invece una risorsa attraverso cui leggere la realtà (o, meglio: una realtà) e, conseguentemente, riflettere su di essa e non, come troppo spesso accade, una gabbia che imprigiona la...