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Boyhood e il gioco del 15 - seconda parte

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In attesa del ritorno dei due genitori ai quali ho affidato il mio prezioso gioco del 15 , che da anni mi segue ovunque a memento della natura complessa di ogni cambiamento, mi imbatto nel nuovo film di Richard Linklater, che già avevo avuto modo di apprezzare nel suo Fast food nation.  Questa volta il film del regista americano non tratta delle multinazionali del cibo e il titolo “Boyhood” apre su una storia di crescita, di adolescenza, di cambiamento.  Il titolo lascia pensare ad un film sull’adolescenza ma personalmente mi è sembrato un buon film sul cambiamento.  Immaginate di vedere invecchiare progressivamente di dodici anni, una famiglia composta da due bambini e dai loro genitori separati.  Immaginate che ciò che vedete non è il frutto di trucchi cinematografici ed estetici ma il tempo che realmente passa tra un periodo e l’altro della storia. Immaginate che il regista – e con lui gli attori e tutta la troupe – hanno impiegato realmente dodic...