Famiglia 2.0


Stati Uniti, fine anni 90.

"Guarda da vicino", ci suggerisce una voce fuori campo.

La famiglia Burnham, splendido esemplare della middle class americana, cerca di opporre resistenza alle intemperie quotidiane. 
C'è Lester, uomo di 42 anni prossimo al licenziamento, che ha imparato a convivere con i suoi fallimenti; testimoni del suo declino la moglie Carolyn, bellissima neoquarantenne in pieno di delirio di onnipotenza, e la figlia Jane, adolescente scrupolosamente impegnata in attività di ostruzionismo familiare.
A completare l'inventario, c'è l'amica del cuore di Jane, tale Angela, teenager tutto pepe dedita al culto della bellezza (la sua), e c'è Ricky, il figlio dei vicini, pusher e filmaker.
A far da scenografia, una deliziosa villetta di periferia lontana dal caos metropolitano, lunghi viali alberati, case senza recinzioni, prati regolarissimi dal verde brillante: una perfetta geometria di linee entro le quali confinare il proprio mondo e proteggersi dall'estraneo, dal diverso.

Una famiglia come tante, con tante buone maniere e sane abitudini, che si ritrova seduta allo stesso tavolo, nell'imbarazzo, facendo finta di avere qualcosa da raccontarsi.
La vita del quartiere viene documentata da Ricky, che da provetto James Stewart, riprende dalla finestra  ciò che accade all'interno delle mura di casa Burnham per riempire il vuoto che lo circonda imposto dal padre, il colonnello Fitts, omofobo e autoritario. 
Totalmente ignari della disperazione che abita le case accanto sono i due nuovi vicini, una coppia di ragazzi omosessuali, davanti alla cui vista l'ex marine si ritira con paura maccartista.


"Guarda da vicino".

Come un dettagliato studio di settore, il film ci mostra le dinamiche di un nucleo di persone che vivono sotto lo stesso tetto e che non hanno ormai più niente in comune; ci racconta l'omofobia attraverso gli occhi del colonnello Fitts che, credendo la misantropia del figlio sintomo di inclinazioni omosessuali, lo aggredisce con inaudita violenza quasi a voler soffocare con la forza una condizione per lui inaccettabile e innaturale. Soltanto alla fine, si scoprirà che tale aggressività è il risultato di una sessualità repressa.


Italia, 2016.

Ai tempi del DDL Cirinnà, la sguardo vicino di Mendes potrebbe forse aiutarci a riflettere e a domandarci se abbia ancora senso parlare di unioni più o meno giuste, cercando a tutti i costi di dare una definizione al concetto di famiglia.

Guardando da vicino, si accorgiamo che l'unico rapporto sincero e sinceramente vissuto, è quello dei due ragazzi omosessuali costretti a crearsi un microcosmo capace di arginare lo sguardo disgustato del colonnello.

Basterebbe guardare "da vicino" per accorgersi che è spesso sotto i sepolcri di una villetta imbalsamata che si cova l'odio, la diffidenza. E' dentro le mura di casa Fitts che si scatena la violenza.

E' cercando di abbattere (in modi sicuramente contestabili) la ferrea rigidità della moglie e il suo bisogno di aggrapparsi a qualcosa di tradizionale, di conosciuto, di sicuro, che Lester riacquista la lucidità.

E' attraverso occhi dell'eccentrico Ricky che Angela riesce a vedere la bellezza. E riesce a vederla persino in un sacchetto di plastica.



Cecilia Brogi