EXPO secondo LogoPaideia

Quest'anno abbiamo l'onore di ospitare letteralmente "sotto casa" uno tra i più grandi e importanti eventi di entità mondiale conosciuti: la fantomatica Esposizione Universale, nota ai più come EXPO.

L'evento ha attirato ormai da tempo su di se molta attenzione, nel bene e nel male, conquistando le testate di riviste e quotidiani, e diventando uno degli argomenti più discussi in TV.

Colgo allora l'occasione per dare in questo spazio il contributo di LogoPaideia all'argomento principe di questo EXPO: la nutrizione.

Ai più risulterà difficile individuare il filo conduttore che lega una figura sanitaria qual è quella del logopedista al tema della nutrizione ma, di fatto, tale legame non è poi così fragile.
Come forse pochi sapranno tra gli ambiti d'azione del logopedista, da profilo professionale, vi è la riabilitazione della funzione deglutitoria. Per deglutizione intendiamo il processo fisiologico che, tra le altra cose, ci permette di introdurre il cibo all'interno del nostro corpo a fini nutrizionali.
Ecco allora che tra le tante voci, che si occupano a vario titolo di alimentazione e nutrizione, non può che farsi strada anche la nostra.

Che mangiare e nutrirsi sia fondamentale per la nostra sopravvivenza è cosa più che evidente; che questo possa essere fatto nel pieno rispetto dell'ambiente inizia ad essere condiviso e accettato da molti, ma che accanto al cosa mangiare sia importante anche il come farlo, purtroppo questo non è sempre chiaro.
In questi termini, il tema del "come mangiare" spesso finisce per essere trattato in ambito culinario con la presentazione di ricette allettanti, perdendo di vista invece, gli aspetti più pratici e tecnici dell'alimentazione.

Gli chef si occupano di abbinare sapori eccezionali per arrivare alla creazione di piatti unici; il dietista in collaborazione con il nutrizionista verifica che i giusti apporti energetici siano garantiti.
Il logopedista, supportato dall'equipe, si adopera per individuare i cibi e le modalità di alimentazione più adatte a preservare la funzione primaria della nutrizine del proprio assistito, e ad informare accuratamente la famiglia sugli atteggiamenti da adottare durante i pasti.

Ecco dunque in due punti una breve illustrazione di alcune delle attività che vedono il logopedista impegnato a garantire la nutrizione corretta dei propri assistiti.

Durante la prima infanzia ad esempio è compito del logopedista eseguire un buon counselling ai genitori per persuaderli dell'importanza di stimolare nei bambini l'accettazione di tutte le diverse consistenze alimentari.
Tale atteggiamento consente al bambino di allenare in modo costante ed equilibrato le strutture del proprio distretto linguo bucco facciale garantendone il corretto sviluppo con ricadute positive anche sull'articolazione della parola.

In età avanzata il lavoro si modifica sensibilmente e risulta maggiormente finalizzato, invece, all'individuazione delle caratteristiche alimentari e delle modalità di alimentazione più sicure per l'assistito. Il lavoro prevede in primo luogo la modificazione dei criteri dietetici degli alimenti (consistenza, omogeneità, appetibilità, scivolosita ecc.), l'identificazione delle posture e delle manovre da mettere in atto durante i pasti, e l'addestramento delle persone più vicine ad esso.

Attraverso questo post, l'invito dunque, è a porre l'attenzione sul grande  evento che abbiamo l'onore di ospitare, con l'occhio critico di chi sa che parlare di nutrizione non vuol dire parlare solo di cibo, ma equivale a considerare innumerevoli argomenti minori degni anch'essi di nota, per quanto poco conosciuti. 

Liliana Procopio