L'unione fa la forza

Alla facoltà di Logopedia ci hanno sempre insegnato che se vogliamo ottenere dei risultati dobbiamo lavorare insieme: ma da chi è composto questo “insieme”? 

Le risposte più sentite sono: logopedista, psicologo, psicomotricista, neuropsichiatra, insegnanti, citati in diverso ordine. Raramente si sentono nominare i genitori e, sicuramente, mai vengono messi al primo posto. 

Eppure in questi anni di esperienza mi sono accorta quanto sia importante la collaborazione e il coinvolgimento dei genitori nel percorso intrapreso dal proprio bimbo e quanto questo influenzi il raggiungimento dell’obiettivo. 

Ho deciso di scrivere due righe sull'importanza di questa complicità e del lavorare insieme dopo aver seguito il percorso di F. F. è una bella bambina di 5 anni che frequenta l’ultimo anno della scuola dell’infanzia. 

E’ arrivata da me alla fine di Ottobre su invio delle insegnanti per qualche dislalia. Effettivamente l’inventario fonetico di F. risultava incompleto per la sua età: i fonemi /s/ e /z/ venivano sempre sostituiti con /t/ e i gruppi consonantici risultavano distorti. 

Dopo un colloquio iniziale coi genitori abbiamo intrapreso il percorso logopedico, partendo con l’impostazione del fonema /s/. Le prime sedute sono state molto impegnative: F. ha fatto molto fatica a imparare la pronuncia corretta e, successivamente a fondere consonante e vocale (per esempio “sa” diventava “sta”). 

Per le prime tre settimane non ci sono stati molti progressi: i genitori arrivavano sempre in studio dicendomi che tra lavoro, scuola materna, altri impegni non riuscivano mai a svolgere costantemente gli esercizi che avevo consigliato e che F. continuava a fare fatica. 

Dopo la quarta seduta, per diversi motivi, abbiamo lasciato passare due settimane prima di rivederci, con la promessa da parte dei genitori che si sarebbero impegnati a casa a seguire F. e a fare con lei tutti i giochi che avevo suggerito loro. 
E così è stato: dopo due settimane ho rivisto la bimba, che saltellante e impaziente è arrivata da me pronunciando correttamente tutte le parole del giro dell’oca che avevamo costruito insieme e facendomi sentire tutti i progressi e i miglioramenti che aveva ottenuto. 

Gli stessi genitori, una volta entrati in stanza mi hanno guardato sorridendo e alla mia domanda su cosa fosse cambiato rispetto a prima mi sono sentita rispondere tali parole: “Il nostro impegno, dottoressa. Dopo l’ultima volta ci siamo promessi di fare tutti i giorni gli esercizi, tutti insieme e, infatti, con un po’ di costanza abbiamo iniziato a vedere dei miglioramenti”. 

Non ho potuto rimanere indifferente di fronte a queste parole. 

Da quel giorno ho riflettuto molto sull’importanza del "lavorare insieme"; il momento degli esercizi, infatti, se eseguito insieme, diventa un momento non solo di aiuto e di motivazione ma anche di confronto e di condivisione del percorso intrapreso dal piccolo. 

Questo permette ai genitori di prendere essi stessi coscienza delle difficoltà incontrate da loro figlio e della fatica del recupero e, di conseguenza di sostenerlo e incoraggiarlo costantemente. 

Ognuno di noi ha un compito e una parte ben precisa da svolgere, ma se manca anche solo un piccolo pezzo il puzzle non potrà mai essere completo: infatti, per quanto il nostro intervento sia importante, soo i genitori il vero carburante per la crescita del bambino, sia nel settore logopedico così come in tutte le esperienze di vita.

Stella Rimoldi