Breviario del Logopedista I

Adriana De Filippis, al secolo "La Defi" è stata oggetto negli anni di lodi e di critiche, sicuramente entrambi motivati, ma certamente tutti coloro che l'hanno conosciuta non possono dimenticare la passione e la dedizione al lavoro che la caratterizzano.

Il metodo da lei creato si è plasmato e arricchito negli anni di lavoro, di studi e di ricerca, alcuni principi, però, non sono mai cambiati, e negli anni, con la stessa dedizione che rivolgeva ai suoi pazienti, li ha insegnati alle sue allieve del corso di logopedia: Questi principi sono, nella loro semplicità, un "breviario universale" per ogni terapista per non perdere mai di vista l'essenziale della terapia.

Ne elenco solo alcuni tra i tanti e non in ordine di importanza, perché importanti lo sono tutti:
  • intervento precoce 
  • importanza dell'inquadramento del soggetto e della collaborazione tra medico-logopedista-famiglia-e scuola.
  • non perdere mai di vista l'obiettivo in relazione all'età del soggetto che abbiamo davanti
  • fornire gli strumenti e gli stimoli necessari che attivino il funzionamento delle aree cerebrali e il ripristino  dove possibile, delle aree sensoriali danneggiate
  • il sostegno della famiglia è basilare per la buona riuscita della terapia
  • mantenimento del soggetto fra in suoi pari
  • curiosità verso le nuove tecniche rieducative e le scoperte scientifiche e mediche
  • divulgare con generosità e passione le nostre conoscenze
  • ogni individuo deve essere inserito nel mondo della scuola e del lavoro al massimo delle sue possibilità
  • non finiamo mai di imparare e di modificarci in relazione all'altro
  • oralismo è comunicare, ragionare, pensare e apprendere fin dalla nascita ogni concetto e fissarlo attraverso un imprinting cerebrale incancellabile, rivestirlo di parola e inserirlo nel proprio universo cognitivo
Potrei scrivere pagine e pagine di considerazioni personali per ognuno di essi, ma non è lo scopo di questo breve articolo. Quello che vorrei evidenziare è la straordinarietà di una professionista e del suo metodo che fonda la sua predizione di successo sulla capacità di ogni terapista di plasmare le sue conoscenze teoriche e tecniche per fornire gli strumenti necessari a creare gli imprintig cerebrali che le vie sensoriali periferiche danneggiate non hanno potuto tracciare. Plasmarci, noi anzitutto, per aiutare i nostri pazienti a plasmarsi, certi che il cervello è continuamente modificabile.

Certa di non aver imparato solo una  tecnica di lavoro continuerò a  gettarmi con passione e entusiasmo nel lavoro e a cercare, in una scandalosa ricerca (vedi post precedente), per ogni paziente, il suo metodo, quello a lui più congeniale ed efficacie. E a mantenere inalterata la mia curiosità verso tutto ciò che di nuovo potrà migliorare le mie competenze professionali.

Viviana Gaglione